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Il grande VALZER dall’opera “FAUST” di Charles Gounod.

Cantano il soprano Joan Sutherland, il tenore Franco Corelli, il basso Nicolai Ghiaurov.

Dirige il Maestro Richard Bonynge.

Lauretta

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Durante una rappresentazione dell’opera “FAUST” musicata da Charles Gounod, ecco il Coro dei Soldati “GLOIRE IMMORTELLE”.

Opera-capolavoro, è tratta dal lavoro di Wolfgang Goethe ed è stata rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1859 e, poi, ripresentata nel 1869 come Grand-Opéra.

Lauretta/Arridateci Piero Angela

TRISTEZZA

 

Ieri è arrivata all’improvviso una tempesta inaspettata quanto violenta: un vento gelido e furioso mi ha strappato una parte del mio cuore.

Ho cercato di oppormi alla sua furia, ma è stato inutile: mi ha travolto.
E’ stato terribile!

Non mi sono sentito mai così debole e inetto.
Ha lasciato un grande vuoto dentro di me.
Sento che mi manca qualcosa di importante … COSMAS.

OMERO PETRARCA

28 aprile 2018, sabato pomeriggio.

Su “RAI5” (Canale 23), viene replicata l’opera “OTELLO” di GIUSEPPE VERDI con:
Scene di Mariano Mercuri
Costumi di Veniero Colasanti
Luci: di Davide Altschuler
Regia di Franco Enriquez.

Il CAST: MARIO DEL MONACO (Otello), ROSANNA CARTERI (Desdemona), RENATO CAPECCHI (Jago), GINO MATTERA (Cassio) e con Bruno Bruni, Luisella Ciaffi (Emilia), Nestore Catalani, Plinio Clabassi.

Maestro del Coro: ROBERTO BENAGLIO.
Direttore dell’Orchestra e del Coro della R.A.I.: TULLIO SERAFIN.

Così, dice la prima frase di un articolo relativo a quest’opera-film:
< Il capolavoro di Verdi “OTELLO” diretto da uno dei massimi direttori d’orchestra italiani del Novecento, TULLIO SERAFIN, e interpretato dal tenore che più di tutti ha reso celebre il ruolo verdiano, MARIO DEL MONACO >.

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Le parole del libretto (scritte da Arrigo Boito) sono molto fedeli al lavoro di Shakespeare e seguo l’opera in religioso silenzio, catturando ogni momento in cui le espressioni e la bravura degli interpreti sono davvero realistiche e immortali.

Mario Del Monaco-Otello: di una dolcezza sublime verso Desdemona, nel primo atto.
Otello: Sospettoso, diffidente e feroce quando si convince di essere stato tradito dalla moglie (“il fazzoletto”, ossia “la forma di prova”).
Otello: Pentito, angosciato e devastato, quando scopre che è stato un debole “giocattolino” nelle mani di Jago, per cui – morta Desdemona – da perdente, a causa della sua gelosia – si uccide (beh . . . a quel tempo, l’uomo “comandava” e vigeva l’ “onore”: la mentalità era differente da quella di oggi).

Renato Capecchi-Jago: grande interpretazione del personaggio maligno che, psicologicamente, lui stesso si riconosce “Credo in un Dio crudel che m’ha creato, … vile son nato, son scellerato …).
Jago: il narcisistico “deus ex machina” che si avvale della gelosia di Otello per avere il potere e il controllo su tutto e tutti, persino su Desdemona che ha sempre desiderato.
Jago: un grande personaggio, capace di manipolare tutti, in particolare, Otello.
Jago: che, purtroppo, è idem “un perdente”.

Lauretta/Arridateci Piero Angela (Gruppo FaceBook)

 

Ieri pomeriggio, 23 aprile 2018, su RAI5, hanno replicato (in bianco e nero) l’opera “AIDA” di Verdi rappresentata l’8 agosto 1963 all’ARENA di Verona, con la regìa di Maria Maddalena Yon.

Ho sempre conosciuto la grandiosità e la maestosità della rappresentazione di quest’opera colossale ma, sia in tale occasione, sia nel 1966, mi è sembrata davvero titanica.

Per questo 50° anniversario dagli inizi degli spettacoli in Arena, infatti, c’erano dei “LEONI”, come:

– TULLIO SERAFIN (Direttore d’Orchestra)
– LEYLA GENCER (grande soprano turco): giusto 3 mesi e 3 giorni prima, l’avevo vista ALLA SCALA con lo stesso vestito (ma, “AIDA”, la dirigeva GIANANDREA GAVAZZENI).
– GIULIETTA SIMIONATO: qui, aveva 53 anni, ma era sempre la grandissima e validissima Simionato!
– ANTONIO ZERBINI: Ramfis (grande basso).
– GIANGIACOMO GUELFI: baritono (Amonasro, padre di Aida, Re degli Etiopi) = l’ho visto, per la prima volta, quando avevo 10 anni, in “CAVALLERIA RUSTICANA”: UN GRANDE
– GASTONE LIMARILLI: il tenore che Mario Del Monaco aveva definito IL SUO SOLO E UNICO VERO ALLIEVO (me l’ha raccontato suo figlio Claudio).
– AFRO POLI (non ricordo bene)

QUANTA GENTE! QUANTE COMPARSE!

Nonostante l’opera sia stata eseguita SOLO per III atti, E’ UN VERO E PROPRIO DOCUMENTO STORICO.
(AIDA: peccato che sia piovuto, quella sera, all’inizio del IV atto e che si sia dovuto sospendere lo spettacolo!).

Detto fra noi, era il tempo che LA LIRICA, LE SCENOGRAFIE e LE REGIE LE FACEVANO SERIAMENTE.

Lauretta

https://youtu.be/hEaSW0hVfxg

“O CIELI AZZURRI – O PATRIA MIA” By request, here is more…

Anche la Corte d’Appello ha stabilito che Odino Marcon e il suo Istituto Lirico di Villorba non potranno utilizzare il nome di Mario del Monaco su alcun biglietto da visita, supporto cartaceo, magnetico e informatico.
E, soprattutto, anche l’Istituto lirico dovrà fare a meno di utilizzare il nome del tenore.

L’ha stabilito la Corte d’Appello cui si era rivolto proprio Marcon dopo la sentenza di primo grado. Era stato Giancarlo del Monaco, primogenito del tenore, a ricorrere alle vie legali contro Odino Marcon e il suo Istituto Lirico di Villorba.

A Marcon, da sempre grande collezionista di una serie di «reliquie» appartenute al cantante, veniva contestato l’uso indebito del nome del defunto.

Alla denuncia, assieme al fratello, si era poi aggiunto anche Claudio del Monaco, secondo figlio del tenore.
Secondo le contestazioni non si sarebbe trattato solo di vino: sarebbe stato anche registrato un marchio «Mario del Monaco» per la commercializzazione di preparati cosmetici, dentifrici, saponi, olii essenziali per capelli. Prodotti che, evidentemente, nulla avevano a che vedere con la lirica.

Un business per niente gradito dagli eredi che avevano deciso di riprendere in mano le redini della situazione a tutela della fama mondiale di Del Monaco e ricorrere alle vie legali.
Il giudice ha dato loro ragione: in primo grado aveva stabilito che Odino Marcon in solido con l’Istituto dovevano risarcire Giancarlo e Claudio del Monaco per il danno derivante dall’illegittimo utilizzo del nome. Ha poi inibito lo sfruttamento commerciale del nome del tenore decidendo l’estromissione del nome Mario del Monaco dalla denominazione dell’istituto lirico.
Ora l’Appello ha confermato la decisione.

Annunciato oggi (16 gennaio 2018) da RADIO VENETO 1

MARIO DEL MONACO canta “IL PATTO” dall’opera “MEFISTOFELE” di Arrigo Boito: da notare la professionalità del GRANDE MARIO e dell’altro grande della Lirica, il basso CESARE SIEPI.

Un applauso anche al Direttore d’Orchestra: TULLIO SERAFIN.

Amo tantissimo quest’opera e questo è un passo bellissimo.

Lauretta/Arridateci Piero Angela

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https://youtu.be/7313KRFf_ew

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